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Hybrid Plays – a Cultural Translation Project in collaborazione con Allianz Kulturstiftung ha lo scopo di favorire la “traduzione culturale” in Europa: all’interno di una serie di workshop saranno sviluppate nuove tecniche teatrali ibride, con l’obiettivo di creare forme teatrali che attraverso il loro punto di vista interculturale rispecchino con più intensità l’identità europea dei cittadini. Cosa succede quando a un drammaturgo italiano viene chiesto di tradurre in termini culturali il lavoro di un drammaturgo norvegese cambiando l’ambientazione e i personaggi norvegesi e trasferirli in un contesto italiano – per esempio siciliano -?
I partner coinvolti si proveranno con questo interrogativo nella creazione di testi ibridi che fondono varie prospettive nazionali e personali. A tre giovani autori il compito riscrivere il lavoro di tre noti drammaturghi internazionali: Joele Anastasi (Italia) riscrive Jon Jesper Halle (Norvegia), Jovana Bojovic (Montenegro) riscrive Gian Maria Cervo (Italia) e Agata Øksendal Kaupang (Norvegia) riscrive Dejan Dukovski (Macedonia).

Successivamente, autori e attori sono invitati nel contesto di diversi laboratori a provarsi con opere ibride scaturite da culture diverse. In tal modo viene sviluppata una maggiore consapevolezza delle nuove pratiche teatrali ad indirizzo interculturale. A lungo termine, produzioni teatrali nate in sede di workshop potranno poi essere presentate ad un pubblico più vasto. I partner del progetto: Festival Quatieri dell’Arte (Italia); Outis, Centro Nazionale di Drammaturgia (Italia), Ass. Culto. Nutrimenti Terrestri (Italia), ATCL, Associazione Teatrale fra Comuni del Lazio (Italia); Zetski Dom Theatre (Montenegro); KHIO, Kunsthøgskolen i Oslo (Norvegia). Luogo di realizzazione: Roma, Milano, Viterbo (Italia), Cetinje (Montenegro), Oslo (Norvegia)

Le attività di workshop del Festival prevedono:

Quando il sale non era l’unico fiore. Riscrittura di Joele Anastasi di “Lilleskogen” di Jon Jesper Halle. Dimostrazione per il pubblico il 29 settembre alla ex Chiesa di Sant’Egidio, Viterbo. La sperimentazione è affidata al regista emergente Benedetto Sicca i cui lavoro recenti sono stati ospitati al Maggio Musicale Fiorentino, al Festival della Valle d’Itria, a Les Halles di Schaerbeek e al Teatro Stabile di Napoli.

Slobdno Vrijeme ili Tamno Je Svijetlo e Slobodno vrijeme II ili Elegantna umjetnost sono materiali di riscrittura di jovana Bojovic de “Il tempo libero” di Gian Maria Cervo. Si tratta di una sperimentazione laterale e parallela rispetto allo sviluppo dell’opera “Il tempo libero”, commissionato a Gian Maria Cervo e ai fratelli Presnyakov nell’ambito del Progetto EU Collective Plays!. Dimostrazione per il pubblico 1 ottobre presso il B & B A Piazza del Gesù, Viterbo e presso lo Studio Ascenzi, Viterbo. La sperimentazione è affidata al regista emergente Carles Fernandez Giua il cui lavoro è stato recentemente visto alla Schaubühne di Berlino, al Festival Grec di Barcellona e al Festival Quartieri dell’Arte.

Hvem faen startet alt dette? (Styrtende Stillstand) un libero adattamento di Agate Øksendal Kaupang del “Chi cazzo ha iniziato tutto questo?” di Dejan Dukovski. Dal 7 ottobre al 10 Ottobre presso il MAT di Viterbo. La sperimentazione è affidata al regista d’opera e di prosa Alessio Pizzech che ha presentato sue messe in scena al Festival di Spoleto, a Pontedera Teatro e al Teatro Metastasio di Prato.

Ulteriori attività di laboratorio saranno svolte presso il Piccolo Teatro di Milano , in occasione del Festival Tramedautore, presso la KHIO di Oslo e presso il Teatro Reale di Zetski Dom Cetinje da luglio a ottobre. Le date esatte saranno annunciate in apposite conferenze stampa.

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